Venduta da Cambi Casa d’Aste una Fiaccola Olimpica Cortina 1956
I VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo, 26 gennaio – 5 febbraio 1956, furono i primi in assoluto a svolgersi in Italia. Normale dunque che qualsiasi cimelio ricordi l’evento solleciti l’interesse dei collezionisti di memorabilia sportive e non solo.
La sporadica comparsa sul mercato internazionale di significativi oggetti legati alle Olimpiadi, rende l’esemplare di Torcia Cortina 1956 proposto dalla CAMBI Casa d’Aste un lotto di assoluto rilievo museale e collezionistico.
Posto in vendita il 30 gennaio scorso con asta online “a tempo” nella speciale tornata 1181 composta di un solo lotto, l’esemplare reca in sé anche un particolare significato socio culturale in quanto la messa in opera dei Giochi in Italia fu vista dalla popolazione come un segnale di resilienza dopo la II Guerra Mondiale.
Stimato 10/15.000 euro, l’esemplare partiva da una base d’asta di 9.000 euro ed ha chiuso la sua corsa alle ore 20:00 del 6 febbraio – in concomitanza con la Cerimonia di apertura dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026 – battuto a 20.000 euro dopo aver visto la partecipazione di numerosi interessati.

Un oggetto rarissimo e di design
A differenza delle staffette moderne in cui ogni tedoforo conserva la Torcia, ciascuna Fiaccola del 1956 fu presumibilmente riutilizzata più volte durante il percorso. Il numero esatto non è riportato nelle fonti ufficiali, è noto però che per le successive Olimpiadi Estive di Melbourne 1956 furono create, con lo stesso identico design, circa 110 esemplari, il che porta a pensare ad una simile quantità anche per Cortina 1956.
Il prototipo della Torcia 1956 può considerarsi un’icona del design sportivo. Il progetto fu ideato da Ralph Lavers, pittore, architetto, e scultore nato nel 1907 in Australia nel Nuovo Galles del Sud, figura centrale del design olimpico nel secondo dopoguerra, avendo già creato il modello prodotto per le Olimpiadi di Londra 1948, cui si rifà quello del 1956, e che ancora sarebbe stato adottato per le estive di Melbourne-Stoccolma 1956.
I multipli, realizzati in lega di alluminio, altezza 41,2 cm e diametro di 14,4 cm, vennero prodotti dalle E.M.I. Factories Ltd e High Duty Alloys Ltd, e recano sul corpo l’iscrizione in rilievo: “CORTINA 1956 – VII° GIOCHI OLIMPICI INVERNALI”.

La storia dell’esemplare andato in asta
Pochi mesi dopo le Olimpiadi una delle Torce 1956 venne montata su una base circolare lignea con targa datata, ed è proprio questa ad essere stata oggetto di vendita in asta CAMBI lo scorso 6 febbraio. La sua valenza come reperto autentico sta soprattutto nella specificità di essere etichettato. Sulla targhetta infatti si legge: I COLLABORATORI Voltolin A. – Battistella B. – Buttazzoni B. – Lorusso D. – Pozzobon C. – Pin A. Treviso 17-6-1956.
Questa evidenza, insieme ad altre testimonianze scritte degli eredi del destinatario del dono, conferisce al cimelio una ineccepibile provenienza diretta e documenta, potendosi identificare con precisione la persona a cui era destinato.

Il destinatario del dono
A ricevere in regalo la Torcia fu Nicola Manganaro, che durante le Olimpiadi di Cortina 1956 ricoprì il ruolo di Responsabile dei servizi telefonici, un incarico molto impegnativo considerando che all’epoca le comunicazioni internazionali via cavo erano ancora difficoltose.
Fu per questo che, a Giochi terminati, i suoi collaboratori vollero omaggiarlo con un esemplare della Torcia personalizzato, a testimonianza e ricordo di una significativa esperienza professionale condivisa; un regalo gradito che sarebbe rimasto nella casa cortinese del capo tecnico per moltissimi anni, come riferito in un racconto autobiografico del nipote Ferdinando Mezzelani, erede dell’oggetto dopo la morte dei nonni e affermato fotografo sportivo che nel tempo ha seguito ben 11 edizioni dei Giochi Olimpici.
In copertina: Torcia delle Olimpiadi dei Giochi Invernali Cortina d’Ampezzo 1956, particolare interno del calice
Credits immagini e info: CAMBI Casa d’Aste www.cambiaste.com

